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CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI (ABILITANTE AI SENSI DEL D.LGS N.42/2004)
Principali informazioni sul corso
MUSICOLOGIA E BENI CULTURALI
CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI (ABILITANTE AI SENSI DEL D.LGS N.42/2004)
2026/2027
LM5 - Laurea Magistrale Ciclo Unico 5 anni
LMR/02 - Conservazione e restauro dei beni culturali
5 anni
300
29403
DIPARTIMENTO DI MUSICOLOGIA E BENI CULTURALI
Prof. GUIDO MASSIMILIANO
Prof. Massimiliano GUIDO
PERCORSO COMUNE || Mostra insegnamenti
Sedi
CREMONA
Obiettivi formativi del corso di studioMostra
Il corso di laurea magistrale a ciclo unico abilitante mira a una formazione ampia e strutturata della figura del restauratore, coniugando solide competenze culturali in ambito umanistico e scientifico con lo sviluppo dell'abilità manuale e con la consapevolezza dei problemi di ordine etico e deontologico che investono l'ambito della conservazione e restauro dei beni culturali. Il profilo dei laureati magistrali corrisponde alla qualifica professionale di Restauratore di Beni culturali secondo l'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni. Coerentemente con tale definizione e con il profilo disegnato dal D.M. 26.05.2009 n. 86 art. 1 co. 1, i laureati magistrali saranno in grado di definire lo stato di conservazione dei beni culturali e intraprendere azioni dirette e indirette per salvaguardarne il valore culturale, limitandone i processi di degrado materiale e assicurandone la conservazione. Sapranno inoltre contestualizzare le opere comprendendone il valore artistico e culturale. Saranno in grado di operare in piena autonomia rispetto alle esigenze sopra enunciate.
I laureati magistrali possiedono abilità manuali specifiche e maturano elevate competenze scientifiche, tecniche e umanistiche; conoscono le metodologie e le tecniche di diagnostica, conservazione e restauro; possiedono la conoscenza di base della normativa che riguarda i beni culturali.
Nella progettazione del corso, sulla base delle esigenze e della vocazione specifica del territorio, universalmente riconosciuto per la straordinaria tradizione liutaria (riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità) e organaria, e in base alla presenza di prestigiose collezioni di strumenti scientifici sia a Cremona sia presso l'università di Pavia, si è deciso di attivare il PFP 6 Strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici.
Nel piano di studio le materie di base sono equamente suddivise tra discipline per la formazione scientifica (Chimica generale e inorganica; Chimica organica; Fisica sperimentale; Fisica applicata ai beni culturali e ambientali; Sistemi di elaborazione delle informazioni; Disegno e fondamenti della modellazione informatica) e le discipline per la formazione storica e storico-artistica (Museologia e critica artistica e del restauro; Archivistica, bibliografia e Biblioteconomia, Storia dell'arte medievale, storia dell'arte moderna). Le materie caratterizzanti e affini mantengono lo stesso equilibrio, prevedendo approfondimenti specifici per quanto riguarda la storia e metodologia del restauro, la botanica, la fisica, la geologia e la chimica applicate, la tecnologia dei materiali, la storia della musica, degli strumenti musicali e delle loro tecniche costruttive, la paleografia e la storia delle scienze e delle tecniche, l'Ingegneria acustica, la legislazione sui beni culturali, la gestione economica di un laboratorio di restauro così come detta la legge istitutiva della classe di laurea LMR/02.
I laureati magistrali possiedono abilità manuali specifiche e maturano elevate competenze scientifiche, tecniche e umanistiche; conoscono le metodologie e le tecniche di diagnostica, conservazione e restauro; possiedono la conoscenza di base della normativa che riguarda i beni culturali.
Nella progettazione del corso, sulla base delle esigenze e della vocazione specifica del territorio, universalmente riconosciuto per la straordinaria tradizione liutaria (riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità) e organaria, e in base alla presenza di prestigiose collezioni di strumenti scientifici sia a Cremona sia presso l'università di Pavia, si è deciso di attivare il PFP 6 Strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici.
Nel piano di studio le materie di base sono equamente suddivise tra discipline per la formazione scientifica (Chimica generale e inorganica; Chimica organica; Fisica sperimentale; Fisica applicata ai beni culturali e ambientali; Sistemi di elaborazione delle informazioni; Disegno e fondamenti della modellazione informatica) e le discipline per la formazione storica e storico-artistica (Museologia e critica artistica e del restauro; Archivistica, bibliografia e Biblioteconomia, Storia dell'arte medievale, storia dell'arte moderna). Le materie caratterizzanti e affini mantengono lo stesso equilibrio, prevedendo approfondimenti specifici per quanto riguarda la storia e metodologia del restauro, la botanica, la fisica, la geologia e la chimica applicate, la tecnologia dei materiali, la storia della musica, degli strumenti musicali e delle loro tecniche costruttive, la paleografia e la storia delle scienze e delle tecniche, l'Ingegneria acustica, la legislazione sui beni culturali, la gestione economica di un laboratorio di restauro così come detta la legge istitutiva della classe di laurea LMR/02.
Risultati di apprendimento attesiMostra
I laureati magistrali in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, PFP6 possiedono adeguate conoscenze storiche, scientifiche e tecniche per rilevare e valutare criticamente lo stato di conservazione dei beni nel settore degli strumenti musicali, strumenti e strumentazione scientifica e tecnica, conoscono inoltre le norme deontologiche e i principi etici, che uniti alle conoscenze precedenti consentono di costruire un progetto di restauro e metterlo in atto. Conoscenze e capacità di comprensione vengono acquisite mediante la partecipazione a lezioni frontali, esercitazioni e laboratori, oltre che attraverso lo studio individuale.
La verifica dei risultati avviene nel corso delle esercitazioni e dei laboratori, mediante verifiche in itinere e/o relazioni, e in sede di esame scritto e/o orale. In particolare i laureati magistrali in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, PFP6:
1. possiedono adeguate conoscenze storiche, scientifiche e tecniche per rilevare e valutare criticamente lo stato di conservazione dei beni nel settore degli strumenti musicali, strumenti e strumentazione scientifica e tecnica;
2. possiedono approfondite conoscenze relative alla struttura dei manufatti e alle interrelazioni tra i materiali costitutivi;
3. possiedono una adeguata conoscenza delle cause di degrado;
4. possiedono una adeguata conoscenza delle tecniche di diagnostica;
5. possiedono una approfondita conoscenza, teorica e pratica, delle metodologie e tecniche di conservazione;
6. conoscono le norme deontologiche e i principi etici connessi alla elevata responsabilità professionale dei restauratori;
7. possiedono una solida preparazione pratica fondata sulle necessarie competenze sulle abilità manuali;
8. possiedono padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano. Conoscenze e capacità di cui ai punti 1-4 saranno acquisite in particolare con le materie dei SSD ICAR/19, L- ART/01, L-ART/02, L-ART/04, L-ART/07, L- ART/08, M-STO/05, M-STO/08 e M-STO/09 per quanto riguarda l'area della formazione storico-artistica e umanistica, dei settori BIO/03, CHIM/12, FIS/07, ING-INF/03 per l'area scientifica, nonché attraverso le attività laboratoriali.
Le conoscenze e le capacità di cui al punto 5 saranno acquisite in particolare con le materie relative ai SSD CHIM/12, ICAR/19, ING-IND/11 e ING-IND/22, nonché attraverso le attività laboratoriali.
Le conoscenze e le capacità di cui al punto 6 saranno apprese mediante il modulo del SSD IUS/10, quelle di cui al punto 7 nei laboratori, mentre quelle di cui al punto 8 saranno acquisite mediante il superamento di un esame di lingua previsto tra le “altre attività”.
Conoscenze e capacità di comprensione vengono acquisite mediante la partecipazione a lezioni frontali, esercitazioni e laboratori, oltre che attraverso lo studio individuale.
La verifica dei risultati avviene nel corso delle esercitazioni e dei laboratori, mediante verifiche in itinere e/o relazioni, e in sede di esame scritto e/o orale.
Al termine del corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei Beni culturali i laureati:
- sono in grado di applicare conoscenze, comprensione e abilità nell'affrontare tematiche nuove e risolvere problemi complessi, singolarmente o nell'ambito di lavori d'équipe;
- Sono capaci di progettare e dirigere interventi di restauro, conservazione e manutenzione nel settore degli strumenti musicali, strumenti e strumentazione scientifica e tecnica, utilizzando anche gli strumenti informatici adeguati per la gestione dei dati e del progetto stesso; sanno documentare con precisione scientifica i percorsi effettuati; sono in grado di coordinare altri operatori coinvolti nei progetti;
- Sanno applicare anche in realtà complesse le proprie conoscenze alla pratica del restauro, del recupero funzionale, della conservazione, e sanno riconoscere le situazioni di emergenza, scegliendo e mettendo in opera le modalità di intervento appropriate.
L'affinamento delle capacità di applicare conoscenze e comprensione avviene principalmente in sede di esercitazione, di laboratorio, di tirocinio e di preparazione della prova finale. La verifica è in itinere mediante le relazioni sulle esercitazioni, gli esami di laboratorio, la relazione sul percorso di tirocinio e la prova finale.
La verifica dei risultati avviene nel corso delle esercitazioni e dei laboratori, mediante verifiche in itinere e/o relazioni, e in sede di esame scritto e/o orale. In particolare i laureati magistrali in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, PFP6:
1. possiedono adeguate conoscenze storiche, scientifiche e tecniche per rilevare e valutare criticamente lo stato di conservazione dei beni nel settore degli strumenti musicali, strumenti e strumentazione scientifica e tecnica;
2. possiedono approfondite conoscenze relative alla struttura dei manufatti e alle interrelazioni tra i materiali costitutivi;
3. possiedono una adeguata conoscenza delle cause di degrado;
4. possiedono una adeguata conoscenza delle tecniche di diagnostica;
5. possiedono una approfondita conoscenza, teorica e pratica, delle metodologie e tecniche di conservazione;
6. conoscono le norme deontologiche e i principi etici connessi alla elevata responsabilità professionale dei restauratori;
7. possiedono una solida preparazione pratica fondata sulle necessarie competenze sulle abilità manuali;
8. possiedono padronanza scritta e orale di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre all'italiano. Conoscenze e capacità di cui ai punti 1-4 saranno acquisite in particolare con le materie dei SSD ICAR/19, L- ART/01, L-ART/02, L-ART/04, L-ART/07, L- ART/08, M-STO/05, M-STO/08 e M-STO/09 per quanto riguarda l'area della formazione storico-artistica e umanistica, dei settori BIO/03, CHIM/12, FIS/07, ING-INF/03 per l'area scientifica, nonché attraverso le attività laboratoriali.
Le conoscenze e le capacità di cui al punto 5 saranno acquisite in particolare con le materie relative ai SSD CHIM/12, ICAR/19, ING-IND/11 e ING-IND/22, nonché attraverso le attività laboratoriali.
Le conoscenze e le capacità di cui al punto 6 saranno apprese mediante il modulo del SSD IUS/10, quelle di cui al punto 7 nei laboratori, mentre quelle di cui al punto 8 saranno acquisite mediante il superamento di un esame di lingua previsto tra le “altre attività”.
Conoscenze e capacità di comprensione vengono acquisite mediante la partecipazione a lezioni frontali, esercitazioni e laboratori, oltre che attraverso lo studio individuale.
La verifica dei risultati avviene nel corso delle esercitazioni e dei laboratori, mediante verifiche in itinere e/o relazioni, e in sede di esame scritto e/o orale.
Al termine del corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei Beni culturali i laureati:
- sono in grado di applicare conoscenze, comprensione e abilità nell'affrontare tematiche nuove e risolvere problemi complessi, singolarmente o nell'ambito di lavori d'équipe;
- Sono capaci di progettare e dirigere interventi di restauro, conservazione e manutenzione nel settore degli strumenti musicali, strumenti e strumentazione scientifica e tecnica, utilizzando anche gli strumenti informatici adeguati per la gestione dei dati e del progetto stesso; sanno documentare con precisione scientifica i percorsi effettuati; sono in grado di coordinare altri operatori coinvolti nei progetti;
- Sanno applicare anche in realtà complesse le proprie conoscenze alla pratica del restauro, del recupero funzionale, della conservazione, e sanno riconoscere le situazioni di emergenza, scegliendo e mettendo in opera le modalità di intervento appropriate.
L'affinamento delle capacità di applicare conoscenze e comprensione avviene principalmente in sede di esercitazione, di laboratorio, di tirocinio e di preparazione della prova finale. La verifica è in itinere mediante le relazioni sulle esercitazioni, gli esami di laboratorio, la relazione sul percorso di tirocinio e la prova finale.
Sbocchi professionaliMostra
Restauratore di beni culturali
In relazione alle competenze maturate e a quelle richieste negli ambiti professionali indicati, i laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali svolgono funzioni:
- consultive (circa l'attività di conservazione, tutela e valorizzazione dei beni culturali);
- organizzative (rispetto alla tutela del patrimonio culturale);
- critiche (con particolare riguardo alla conservazione);
- direttive e di responsabilità (in merito a progetti di conservazione e restauro)
- di intervento di restauro, conservazione, valorizzazione.
I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali possiedono conoscenze multi e interdisciplinari e capacità di comprensione in ambito storico-musicale e storico-artistico nonché scientifico e tecnologico, in un arco cronologico potenzialmente esteso dall’antichità ai nostri giorni. Essi hanno consapevolezza degli orientamenti più aggiornati a scala internazionale in materia di conservazione e restauro, all'analisi critica di opere d'arte, alla conoscenza, alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio culturale musicale.
I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali possono trovare impieghi aderenti alle proprie competenze nei Laboratori ed imprese di restauro; collaborare con istituzioni del Ministero dei Beni e delle Attività culturali preposti alla tutela dei Beni Culturali (soprintendenze, musei, archivi, biblioteche, ecc.): con aziende e organizzazioni professionali del settore; con Istituzioni e Enti di ricerca pubblici e privati operanti nel settore della conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. In particolare i laureati che avranno seguito il PFP6 potranno trovare impiego come conservatori e restauratori di strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici presso i musei e le istituzioni competenti in Italia e all'estero.
In relazione alle competenze maturate e a quelle richieste negli ambiti professionali indicati, i laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali svolgono funzioni:
- consultive (circa l'attività di conservazione, tutela e valorizzazione dei beni culturali);
- organizzative (rispetto alla tutela del patrimonio culturale);
- critiche (con particolare riguardo alla conservazione);
- direttive e di responsabilità (in merito a progetti di conservazione e restauro)
- di intervento di restauro, conservazione, valorizzazione.
I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali possiedono conoscenze multi e interdisciplinari e capacità di comprensione in ambito storico-musicale e storico-artistico nonché scientifico e tecnologico, in un arco cronologico potenzialmente esteso dall’antichità ai nostri giorni. Essi hanno consapevolezza degli orientamenti più aggiornati a scala internazionale in materia di conservazione e restauro, all'analisi critica di opere d'arte, alla conoscenza, alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio culturale musicale.
I laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali possono trovare impieghi aderenti alle proprie competenze nei Laboratori ed imprese di restauro; collaborare con istituzioni del Ministero dei Beni e delle Attività culturali preposti alla tutela dei Beni Culturali (soprintendenze, musei, archivi, biblioteche, ecc.): con aziende e organizzazioni professionali del settore; con Istituzioni e Enti di ricerca pubblici e privati operanti nel settore della conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. In particolare i laureati che avranno seguito il PFP6 potranno trovare impiego come conservatori e restauratori di strumenti musicali, strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici presso i musei e le istituzioni competenti in Italia e all'estero.
Università di Pavia - Offerta formativa