ECONOMIA DEL LAVORO
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Anno immatricolazione
2016/2017
Anno offerta
2018/2019
Normativa
DM270
SSD
SECS-P/02 (POLITICA ECONOMICA)
Dipartimento
DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI
Corso di studio
MANAGEMENT
Curriculum
PERCORSO COMUNE
Anno di corso
Periodo didattico
Secondo Semestre (18/02/2019 - 18/05/2019)
Crediti
6
Ore
44 ore di attività frontale
Lingua insegnamento
Italiano
Tipo esame
SCRITTO
Docente
CASTAGNETTI CAROLINA (titolare) - 9 CFU
Prerequisiti
Non sono richiesti prerequisiti particolari che vadano oltre la conoscenza dei concetti più elementari della Microeconomia. Tuttavia, poiché il lavoro di gruppo prevede la ricerca di dati, la loro analisi dal punto di vista descrittivo, e l’uso di grafici e tabelle che agevolino la rappresentazione dei risultati, è utile possedere una competenza di base nell’uso di Excel.
Obiettivi formativi
Gli obiettivi formativi dell’insegnamento sono specificati in termini di risultati di apprendimento attesi con riferimento al sistema di descrittori di Dublino, e sono espressi in termini di competenze acquisite, sia specifiche della disciplina (Descrittori 1-2) sia generali o trasversali (Descrittori 3-4-5).Il profilo formativo è finalizzato alla preparazione di risorse umane alle quali sia richiesta la conoscenza della struttura e delle tendenze di uno specifico mercato del lavoro finalizzata alla attività di reporting (raccolta di analisi empiriche di base, prevalentemente descrittive dei fenomeni) e alla consulenza professionale. I contenuti dell’insegnamento sono selezionati in modo da suscitare interesse per approfondimenti analitici da perseguire sia nei percorsi di laurea magistrale sia nei progetti di life-long learning.Gli obiettivi formativi sono articolati in due moduli: le attività didattiche del primo modulo sono dedicate al trasferimento di conoscenze e capacità di comprensione mediante lezioni frontali che impegnano le prime 44 ore del calendario accademico. Nel corso di queste lezioni la docente espone in aula gli argomenti programmati con l’ausilio di slide di testo e grafica, in modo da indurre gli/le studenti ad utilizzare il doppio canale (verbale e visuale) per elaborare e assegnare significato ai contenuti (Trinchero 2013).Le successive 22 ore di didattica curricolare erogativa sono invece dedicate al trasferimento di conoscenze e capacità di comprensione applicate (descrittore 2) e di sviluppo delle competenze trasversali (descrittori 3-4-5) mediante un lavoro di gruppo relativo alla progettazione, redazione e discussione di un Rapporto di ricerca su un mercato locale del lavoro (assegnato dalla docente.Le lezioni frontali del primo modulo presentano una rassegna dei principali argomenti in tema di economia del lavoro, introducendone i fondamenti teorici e sviluppandone gli aspetti empirici. Il fine è quello di mettere lo/la studente in grado di applicare le categorie concettuali e gli indicatori statistici usuali alle analisi dei mercati locali del lavoro che costituiscono l’oggetto del secondo modulo. Preliminarmente al lavoro di gruppo, come nei modelli di learning by doing, le/gli studenti osservano la docente che mostra come fare (rappresentazione del mercato del lavoro italiano nel contesto europeo) e poi la imitano (rappresentazione di un mercato del lavoro locale nel contesto nazionale). La prima fase del lavoro di gruppo (modelling) è riferita sia agli aspetti bibliografici e sitografici (dove cercare i dati) sia ai contenuti (come strutturare il rapporto sul mercato del lavoro). Nel corso delle prime lezioni del secondo modulo la docente assiste e agevola il lavoro dei gruppi (coaching), ma riduce progressivamente il supporto fornito per lasciare maggior autonomia ai/alle partecipanti. Al termine dell’insegnamento le/gli studenti sapranno progettare e redigere un rapporto di ricerca relativo ad uno specifico mercato locale del lavoro, evidenziandone i problemi e le opportune prescrizioni di politica del lavoro; sapranno descrivere e commentare grafici e tavole di dati riferiti ai temi trattati, e provvederanno in modo autonomo ad integrare le proprie conoscenze raccogliendo ed elaborando informazioni ed estendendo a differenti contesti l’applicazione di quanto appreso. Grazie al lavoro di gruppo le/gli studenti svilupperanno anche quelle competenze trasversali che valorizzano l’assunzione di responsabilità reciproca e l’interdipendenza rispetto al risultato. Nel complesso daranno così prova di aver acquisito quelle capacità di iniziativa e apprendimento, di interpretazione ed argomentazione, di elaborazione delle informazioni e di autonomia di giudizio che sono richieste per il conferimento dei titoli finali di primo ciclo.
Programma e contenuti
L’insegnamento presenta una rassegna dei principali argomenti in tema di economia del lavoro, introducendone i fondamenti teorici e sviluppandone gli aspetti empirici. Il fine è quello di mettere lo/la studente in grado di applicare le categorie concettuali e gli indicatori statistici usuali all’analisi dei mercati del lavoro, abbinando a ciascuno dei problemi evidenziati dall’analisi dei dati le opportune prescrizioni di politiche del lavoro.I contenuti del programma sono articolati in 8 argomenti:1) La struttura del mercato del lavoro; 2) Il contesto demografico: struttura e dinamica della popolazione; 3) Economia della famiglia ed offerta di lavoro; 4) Struttura produttiva e domanda di lavoro; 5) La teoria del capitale umano e la teoria dei segnali; 6) Salari e differenziali retributivi; segregazione e discriminazione7) I caratteri della disoccupazione e le politiche del lavoro;8) La valutazione delle politiche del lavoro.
Metodi didattici
Il metodo adottato nella progettazione dell’insegnamento include lezioni frontali, studio di casi e lavoro di gruppo, ed è sostanzialmente coerente con i principi della Evidence Based Education sia nella programmazione degli obiettivi sia nella definizione delle procedure di valutazione. Il paradigma pedagogico di questa metodologia deriva da ricerche sperimentali che studiano la valutazione d’impatto delle strategie didattiche sull’apprendimento. Fanno specifico riferimento a questo metodo i punti del programma relativi alla predisposizione di una “Guida alle attività didattiche dell’insegnamento”, all’inserimento del “lavoro di gruppo” tra le attività programmate, e ai criteri adottati per la verifica dei risultati di apprendimento. La progettazione del lavoro di gruppo è strutturata integrando due modelli: quello di “apprendistato cognitivo” (Jonassen 1999) centrato sul problem solving e sul learning by doing, e finalizzato allo sviluppo di conoscenza e capacità di comprensione applicate (descrittore 2), e quello di “apprendimento collaborativo o cooperativo” (Johnson e Johnson 1994) finalizzato allo sviluppo delle competenze trasversali richieste dai descrittori 3-4-5.I risultati della EBE mostrano che l’apprendimento è favorito se gli/le studenti reimpiegano le conoscenze trasferendo in uno specifico studio di caso quanto appreso dai contenuti delle lezioni o dalla letteratura autonomamente ricercata (Gagnè 1974; Merril 2001), e che l’attività di apprendimento in gruppo può essere maggiormente coinvolgente e motivante rispetto a quella svolta singolarmente, perché si è più propensi all’impegno quando si svolgono attività di relazione interpersonale che non quando ci si applica allo studio individuale (Calvani 2011).Il lavoro di gruppo è strutturato (e non completamente libero) perché i risultati della EBE provano anche che non è vero che gli/le studenti imparano di più quando sono lasciati più liberi di sperimentare la costruzione delle proprie conoscenze (Trinchero 2013); i risultati migliori si ottengono invece quando i membri del gruppo ricevono dal/dalla docente un preciso compito da svolgere e frequenti feedback sulle attività svolte (Marzano et al. 2001; Hattie 2009). Per questa ragione all’inizio delle lezioni viene fornita agli/alle studenti una Guida alle attività didattiche dell’insegnamento che indica dettagliatamente ciò che ci si aspetta da loro e come il loro lavoro verrà valutato, e nel corso delle prime lezioni sono presentate e discusse in aula tutte le domande relative sia alle attività programmate sia ai criteri di verifica dei risultati.
Testi di riferimento
Nessuno. L’insegnamento in oggetto intende impegnare gli/le studenti in uno sforzo cognitivo attivo, volto a costruire una propria rappresentazione della conoscenza e ad attribuire significato a ciò che si sta studiando. In tale contesto l’apprendimento non consiste nel ricordare e ripetere le nozioni contenute in un manuale, ma si risolve in un’appropriazione personale delle conoscenze presentate nelle lezioni integrandole con i riferimenti bibliografici di volta in volta suggeriti dalla docente o autonomamente ricercati. Gli/le studenti sono in tal modo incentivati a stabilire correlazioni tra conoscenze, a trasferire conoscenze da un contesto ad un altro, ad usare le conoscenze in applicazioni concrete e ad argomentare le proprie scelte. In ottemperanza alla circolare MIUR 378/13 sull’adozione obbligatoria di libri di testo digitali, tutti i materiali didattici (Guida alle attività didattiche dell’insegnamento, file delle lezioni, letture integrative) sono disponibili sulla piattaforma KIRO.
Modalità verifica apprendimento
I criteri per la verifica del profitto sono conformi alle linee guida ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education).Le/gli studenti sono valutati usando regole e procedure rese pubbliche nella Guida alle attività didattiche dell’insegnamento e applicate in modo coerente per l’intero anno accademico.Non sono pertanto ammissibili modalità d’esame diverse da quelle indicate, né nel caso di piccoli numeri di iscritti all’appello, né nel caso di richieste di prove sostitutive e/o alternative.Le procedure di valutazione sono adeguate ai risultati di apprendimento attesi, e gli/le studenti sono preventivamente informati sulla strategia di verifica del profitto, sui metodi adottati, sui criteri applicati nella valutazione ed anche sulle conseguenze di tutti i possibili eventi rilevanti per la valutazione stessa (assenze, sanzioni per comportamenti scorretti, ecc.).Coerentemente con quanto indicato dai risultati della EBE, l’ampiezza degli argomenti proposti nella formulazione delle domande, unita al vincolo dello spazio pre-definito, è intenzionale, ed è progettata per abituare lo/la studente alla gerarchizzazione dei contenuti (Borrione, Abburrà e Trinchero 2011). Inoltre, in ogni prova d’esame, almeno una delle domande chiede di illustrare con un esempio personale uno specifico problema posto nel corso delle lezioni, al fine di sviluppare la creatività dello/della studente mediante l’elaborazione soggettiva dei materiali di studio. Infine, la verifica del profitto non consiste solo in una prova scritta relativa ai contenuti dell’insegnamento, ma comprende anche la valutazione di un lavoro di gruppo relativo allo studio di un mercato locale del lavoro assegnato dalla docente.La progettazione didattica del lavoro di gruppo è coerente con gli obiettivi del Processo di Bologna, ed è specificamente finalizzata all’acquisizione delle competenze trasversali. Tutti gli studenti iscritti all’insegnamento, frequentanti e non frequentanti, sono inseriti in un gruppo di studio. Il Regolamento Didattico prevede infatti che lo/la studente “partecipi a tutte le attività formative organizzate nell’ambito degli insegnamenti, ivi comprese quelle seminariali, o di simulazione di attività lavorativa, o di discussione di casi. La frequenza delle lezioni, anche nei casi in cui non siano previsti specifici obblighi in tal senso, è particolarmente raccomandata a tutti gli studenti.” Tuttavia, gli/le studenti che non riuscissero in alcun modo a partecipare al lavoro di gruppo potranno svolgere il Rapporto sul mercato locale del lavoro in forma individuale; la mancata valutazione delle competenze trasversali comporterà però, in tal caso, l’impossibilità di raggiungere il punteggio massimo. Le prove di verifica dei risultati di apprendimento comprendono, oltre all’aspetto etero valutativo, anche uno strumento auto valutativo che consiste in un questionario a risposte aperte su cinque domande (una per ogni Descrittore di Dublino). A queste domande si richiede una risposta personale, non generica, che espliciti come i risultati di apprendimento siano stati conseguiti. Le risposte non sono oggetto di valutazione da parte della docente ma rendono gli/le studenti consapevoli delle competenze acquisite, e devono essere allegate al lavoro di gruppo.
Altre informazioni
Guida alle attività didattiche dell’insegnamentoLa Guida contiene la descrizione completa e dettagliata delle attività dell’insegnamento e delle prove d’esame, con esplicitazione dei criteri di valutazione e autovalutazione dei risultati attesi, secondo quanto richiesto dalle linee guida per l’accreditamento dei Corsi di Studio predisposte dall’ANVUR per l’Assicurazione della loro Qualità. La Guida viene presentata e spiegata agli/alle studenti nel corso delle prime lezioni, e con loro ampiamente discussa, poiché i risultati della EBE mostrano che l’apprendimento migliora se gli obiettivi sono esplicitati prima delle attività programmate, sia con riferimento a ciò che gli allievi e le allieve dovranno essere in grado di fare dopo l’intervento didattico sia con riferimento alle modalità di valutazione della loro prestazione (Trinchero 2013; Hattie 2009).La Guida risponde anche all’esigenza di agevolare le/gli studenti che lavorano o che non possono frequentare regolarmente, poiché la conoscenza preliminare e dettagliata delle attività programmate consente loro di compiere scelte di frequenza ottimali. In particolare, la disponibilità dell’apparato tecnologico di Moodle consente a ciascun iscritto lo studio autonomo del materiale didattico di riferimento secondo la propria disponibilità di tempo, riducendo gli elementi di separazione tra studenti frequentanti e non frequentanti.Nella Guida sono inoltre ampiamente specificati e descritti gli obiettivi, le modalità di svolgimento e i criteri di valutazione del lavoro di gruppo progettato per sviluppare le competenze trasversali indicate dai Descrittori di Dublino (autonomia di giudizio, abilità comunicative, capacità di apprendimento autonomo). Le attività didattiche proposte nella seconda parte dell’insegnamento (20 ore), a completamento delle lezioni frontali tenute nella prima parte (44 ore), sono programmate per incentivare i comportamenti collaborativi nell’apprendimento, mitigando gli eventuali effetti negativi di uno studio individualistico e competitivo che enfatizza esclusivamente il lavoro personale dello/della studente, perché è provato che l’impegno preso con altri migliora la prestazione e riduce gli abbandoni (Kagan 2000; Bennati e Chiari 2008). Nel gruppo di lavoro i/le partecipanti non sono in rivalità tra loro per le posizioni apicali della classifica, e il successo personale è legato al successo degli altri. La pedagogia cooperativa (Slavin 1995) sviluppa le competenze che permettono di essere attivi e positivi all’interno del gruppo perché la valutazione è riferita alla prestazione complessiva. Questo metodo valorizza l’assunzione di responsabilità reciproca e l’interdipendenza rispetto al risultato perché il gruppo è collegialmente responsabile del raggiungimento dei suoi obiettivi, ma ogni componente deve contribuire con la sua parte di lavoro; ognuno è responsabile del suo apprendimento e di quello degli altri partecipanti. Il lavoro di gruppo riporta la firma di tutti, a significare che ciascuno ha la padronanza dei contenuti della letteratura citata, delle procedure di calcolo adottate per l’elaborazione dei dati e dei risultati ottenuti. Il successo di uno è il successo di tutti, ma nessuno può avere successo se qualcuno nel gruppo fallisce, perché il voto è unico.Nella progettazione del lavoro di gruppo è cruciale la scelta di un compito che possa essere strutturato efficacemente nel tempo disponibile. Nei modelli di learning by doing l’attività da svolgere deve appartenere all’esperienza del mondo reale, e lo/la studente deve possedere le competenze necessarie per portarlo a termine, perché l’approccio di problem solving è fondato sull’ipotesi che “the problem drives the learning”. In questo insegnamento, il lavoro di gruppo prevede la simulazione di ciò che potrebbe fare un piccolo gruppo di esperti di economia del lavoro incaricato da un committente (immaginario) di redigere un rapporto di sintesi sulla struttura del mercato del lavoro locale, e specifica i calcoli richiesti e le attività che il gruppo dovrà completare per raggiungere l’obiettivo, lasciando ai partecipanti libera scelta nella ricerca delle conoscenze utili a tale scopo.Nei modelli di apprendimento collaborativo (collaborative problem solving) i gruppi di lavoro si formano al termine della fase preparatoria nella quale vengono fornite le istruzioni sul compito da svolgere. I migliori risultati di apprendimento si producono in gruppi cooperativi eterogenei (Johnson e Johnson 1994; Slavin 1995); l’eterogeneità è riferita alle abilità cognitive e sociali (sesso, etnia, media dei voti, abilità sociali, ecc), e il numero di partecipanti suggerito in un contesto di didattica attiva su Moodle è compreso tra 5 e 7 (Ceccherelli e Volterrani 2012). In questo insegnamento, dopo le lezioni del primo modulo, la docente suddivide gli/le studenti in gruppi eterogenei di sei componenti, e a ciascun gruppo viene abbinato un mercato regionale del lavoro da analizzare. Il gruppo è autogestito, cioè adotta le regole di condotta e le tecnologie di comunicazione che ritiene più opportune e sviluppa le attività necessarie per eseguire il compito assegnato. E’ previsto/a in ogni gruppo un/una Referente con un ruolo non pedagogico ma di portavoce e di coordinamento.Per quanto riguarda la verifica dei risultati (assessment) è importante sottolineare che in questo approccio, dove “learning to do is more important than learning to know”, si richiede che il Rapporto, nella versione finale presentata in aula e sottoposta a valutazione, sia privo di errori di calcolo. La valutazione del lavoro di gruppo sarà focalizzata sull’analisi dei dati, ma saranno apprezzate anche l’affidabilità e la rilevanza dei riferimenti bibliografici, la coerenza del commento alle tabelle con i contenuti dell’insegnamento, e l’ampiezza delle considerazioni sugli aspetti positivi e normativi delle situazioni evidenziate. Sarà apprezzata infine anche la forma del rapporto, nella versione finale presentata in aula e sottoposta a valutazione, se accurata nell’editing e priva di errori di forma.